Partire dal testo per costruire un percorso musicale che attraversa generi e stili diversi, con un denominatore comune:

il desiderio di non volersi prendere troppo sul serio

Tutto nel mondo burla!

Sottotitolo: TNMèB
Leonardo Nibbi - Baritono
Riccardo Mascia - Pianoforte

11 Gennaio 2011 - ore 18:00
Vicenza - Conservatorio A.Pedrollo
Il Programma

"Mi risveglio a mezzogiorno: suono appena il campanello,
Che mi vedo al letto intorno
Supplichevole drappello: questo cerca protezione,
Quello ha torto e vuol ragione,
Chi vorrebbe un impieguccio, chi una cattedra ed è un ciuccio!"

Cioè?

"Tutto Nel Mondo è Burla!"
Così si congeda Giuseppe Verdi, sulle note intonate dal Vecchio Sir John Falstaff ed a ruota seguite da gabbatori e gabbati...
Dopo aver tracciato la linea musicale del suo tempo, Verdi riassume in un'unica opera tutto il Teatro in Musica composto fino ai suoi giorni ed anticipa al contempo quello che sarà messo in musica di lì ad alcuni decenni a venire.

Con il nostro concerto vogliamo cercare di dare un compendio, assolutamente e necessariamente non esaustivo, del Buffo nel teatro in Musica cavalcandone gli anni di gloria fino al declino.
Con qualche sconfinamento temporale e di genere, "crossover" e asincrono, contaminando epoche e stili, senza necessariamente seguire un percorso strettamente cronologico, ma facendosi portare per mano dai testi e dalle situazioni teatrali che essi descrivono.

Le Convenienze e le
Inconvenienze dell'Amore

"Tutte le femmine fanno così, oggi non t'amano, domani sì!" nell'immaginario di tutti i tempi lo scontro tra l'universo femminile e quello maschile produce incomprensioni che hanno fatto la fortuna di chi ha tradotto in testi teatrali quella commedia che è il quotidiano. "Tu dici che non m'ami?" allora... "Anch'io non t'amo!"

E dopo? "Se tu giri tutto il Mondo, quanto è lungo, largo e tondo, sentirai del matrimonio mille incomodi narrar!" anche se per mantenere l'ordine in casa a volte "si può picchiar la moglie, ma non si deè accoppar!".

"La donna è danno, e quindi se al danno l'uom s'accoppia, i mali suoi raddoppia, riposo più non ha" nelle notti insonni tra il "Guà! Gua!" dei neonati, il "Papà! Papà!" dei piccini e i "cento e cento capricetti e stramberie" degli adolescenti di ogni generazione, finchè non ci si ritrova la sera tardi, con i piedi nel catino ristoratore, ad attendere il rientro della dolce (o amara?) metà, in un incomprensibile ritardatissimo rientro serale...!

Muda e Cruda

"La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a'capelli del capo ch'elli avea di retro guasto. Poi cominciò..."
Perchè non si può solamente ridere...

Politicamente Scorretto

Il sogno del potere, è il sogno di Don Magnifico che compie un itinerario onirico di riscatto dalla sua nobiltà decaduta... il sogno di una pletora di questuanti disposti ad allungare una mazzetta per ottenere i favori della figlia, salita sul trono. Il sogno che attraversa la libidine del potere per giungere al fastidio dato dalla medesima insistente folla questuante.

Fu Casimiro Teja, grande disegnatore ed umorista, fondatore del «Pasquino», a coniare per Giolitti il soprannome di «Palamidone», a causa del suo lungo pastrano, diventato col tempo quasi una divisa. Agli anni giovanili di Mascagni appartiene il goliardico Addio di Palamidone pubblicato nel 1894 sul “fanfulla”. Mascagni satireggia in musica sullo scandalo della Banca Romana (1893) quando un vuoto di cassa di 2 milioni travolse Giovanni Giolitti (Palamidone) il quale diede le dimissioni dal Governo. Sulle ceneri dell’istituto di credito nascerà poi la Banca d’Italia. "...ridotto al lumicino, non valgo più un quattrino, ma son Palamidon! Don! Don!"

"Udite! Udite! O rustici! Attenti! Non fiatate..." Se non ci si può fidare dei politici, tantomeno ci si fida dei ciarlatani, specialmente se i politici si mettono a fare... i ciarlatani, imbonendo il popolo dai propri palchi...

Ma chi ci tutela? Nessuno, se è vera la triste morale.

"Carabinieri in gran quantità, ma i ladri sempre in sproporzione, qualche pesciolino va in prigione, ma le balene in libertà."